Il sapore del mondo, Il Dottor Zivago di Boris Pasternak

Era il 1958 quando Boris Pasternak fu insignito del premio Nobel per la letteratura, premio valso per la sua produzione poetica e soprattutto per il suo romanzo Il Dottor Zivago.

Era da tempo che desideravo scrivere questo articolo, ma stavo aspettando l’occasione giusta, l’ispirazione. Parlare di un’opera eccezionale rende nervosi, si pensa sempre di non essere all’altezza. Da appassionata di letteratura russa e di letteratura in generale, mi sono detta che avrei parlato de Il Dottor Zivago come se stessi parlando a un gruppo di amici, a cui vorrei consigliare la lettura di una delle opere più belle mai lette in vita mia.

È un romanzo che apro continuamente, almeno una volta al giorno per leggervi alcuni momenti salienti che ho sottolineato, una cosa che io non faccio mai. Per Zivago l ‘eccezione è stata impetuosa, quasi non voluta, ma necessaria. Non ne ho potuto fare a meno, perché la penna doveva segnare sulla pagina, con quella sottolineatura, l’ emozione dirompente e forte che mi ha sconvolta in quel momento.

“Il loro amore piaceva a ogni cosa intorno forse ancor più che a loro stessi; agli sconosciuti per strada, agli  spazi che si aprivano dinanzi a loro nelle passeggiate, alle stanze in cui si incontravano e vivevano. Questo, questo era stato ciò che li aveva avvicinati e uniti! Mai, mai, nemmeno nei momenti di più sovrana immemore felicità li aveva abbandonati, quel che c’è di più alto e appassionante: il godimento dinanzi alla armoniosa modellatura dell’universo, il senso di appartenere alla bellezza dell’intero spettacolo, a tutto il cosmo. “

Tutta la stesura del romanzo è pervasa da uno stile poetico a dir poco sublime e perfetto, e penso che questi termini non rendano giustizia, racchiudendo nelle pagine storia, amore, passione in un connubio armonioso a cui è difficile non affezionarsi, per cui è impossibile non commuoversi. Ciò che sorprende dei grandi romanzieri russi, come Pasternak, è la capacità di raccontare concretamente, riuscendo a trasmettere perfino l’odore della neve, lo strazio della rivoluzione russa, in questo caso, il sottile e indistruttibile legame fra Zivago e Lara, che funge da filo conduttore dalla prima all’ultima pagina, con un linguaggio efficace e diretto, chiaro, perché tale è la loro narrazione. 

” Oh, che amore era stato il loro, libero, straordinario, a nulla somigliante! Pensavano, come altri cantano: non si erano amati perché era inevitabile, non erano stati” bruciati” dalla passione, come si suol dire. Si erano amati, perché così voleva quanto li circondava: la terra sotto di loro, il cielo sopra le loro teste, le nuvole e gli alberi. “

In questo romanzo è difficile trovare difetti o critiche, è facile restarne rapiti e non nego a me stessa quanto la visione del mondo sia cambiata dopo averlo terminato e durante la sua lettura. A volte si sottovaluta la lettura di un classico di questa portata, per paura di non comprenderlo e di annoiarsi. 

Il Dottor Zivago, emblema di una vita che ci sembra lontana e estranea, è più attuale di quanto si pensi. Un classico è la voce di uomini che hanno cambiato il mondo in cui oggi ci crogioliamo pensando di non dover sacrificare nulla. Sarà per la mia vita, fatta di sacrifici e una buona dose di sofferenza, che mi sento accomunata a questa scrittura che ha il sapore del mondo in ogni riga, che nello schietto realismo in cui Pasternak si sofferma per descrivere la rivoluzione e le conseguenze di tale momento storico, trova nutrimento. 

La scrittura è una finestra sul mondo, un’apertura sulle coscienze, uno spiraglio di luce nell’intelletto, come lo è Il Dottor Zivago e come lo sono molti altri grandi capolavori della letteratura di cui vi parlerò e di cui ho anche già parlato nei miei precedenti articoli. 

Mi auguro che vi addentriate nella lettura di questa opera, riponendo i pregiudizi in un angolo e affidandosi al fatto che una volta terminato, sarete sicuramente più ricchi. 

“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita”. 

Jurij alla sua Lara. 

Il Dottor Zivago 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *