Madonna del libro di Sandro Botticelli

Uno dei capolavori di Sandro Botticelli, realizzato probabilmente tra il 1475 e il 1480, nella sua piena maturità artistica. 

Si tratta di un dipinto da cavalletto quindi destinato alla collezione privata. Non abbiamo informazioni riguardo il committente ma doveva essere particolarmente benestante in quanto il restauro ha rivelato l’utilizzo di materiali estremamente preziosi: l’oro in conchiglia e il lapislazzuli, quest’ultimo utilizzato in tutto il manto della Madonna. Questo dipinto è particolarmente interessante perché ricco di allusioni simboliche, ad esempio: sulla veste di Maria c’è una stella ricamata che ricorda la stella cometa seguita dai Re Magi per portare i doni a Gesù appena nato.

Come si può intuire dal titolo, protagonista del dipinto è anche il libro che Maria sta sfogliando e leggendo e che si trova sulla sinistra della composizione. Molto interessante constatare che alcuni dei brani riportati sono leggibili e riconducibili al Libro di Isaia(l’annuncio profetico del concepimento e della nascita del Salvatore da parte della Vergine), ma i dettagli dell’impaginazione, i caratteri utilizzati e la forma del testo ricordano il Libro d’Ore, un testo per la preghiera quotidiana.

L’interno del dipinto è un interno domestico il quale riceve una luce che apparentemente proviene dalla finestra ma in realtà invade tutta la stanza e i personaggi in primo piano: la Madonna e il Bambino; si tratta di una luce spirituale, mistica che sottolinea la morbidezza delle forme.

La Vergine è pervasa da un velo di tristezza, mentre il Bambino, gioioso, è inconsapevole che sta tenendo tra le mani uno dei simboli della passione: la corona di spine che simboleggia il suo tragico futuro (probabilmente aggiunta successivamente, ma perfettamente congruente al significato del dipinto).

La ciotola in ceramica bianca e blu, tipica della produzione fiorentina, accoglie una serie di frutti, non causali ma carichi di significati simbolici: le ciliegie rappresentano il sangue versato, i fichi la resurrezione o la salvezza, le prugne la dolcezza dell’amore divino.

L’articolo è tratto dalla Fiera del Libro della Biblioteca Suore Montevergine

Segui disalvioart su instagram: https://www.instagram.com/disalvioart/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *