La bellezza dei mostri

La bellezza dei mostri
🦇In tutte le civiltà si accosta ad una propria concezione di Bello un’idea di brutto. Non mancavano, infatti, nella mitologia greca figure mostruose come fauni, Ciclopi, Minotauri, che tuttavia non sempre suscitavano ripugnanza nell’osservatore. 
🦇Le teorie estetiche, sviluppatesi dall’antichità al Medioevo, concepiscono il Brutto come mancanza d’armonia e proporzionalità, proprie della Bellezza. 
Ciò non toglie però che l’estrema sensibilità e raffinatezza dell’arte possa rendere, per il tramite delle sue forme, bella la rappresentazione del brutto. 
Ne “L’estetica del brutto” Karl Rosenkranz sottolinea che il brutto è un concetto assolutamente relativo, che esiste solo in relazione al suo contrario: il Bello. La bruttezza non è altro che la negazione di quanto di armonico e proporzionale esiste in natura. 
Da ciò è possibile concludere che il Brutto è necessario alla Bellezza, perché permette di “far risplendere meglio le luci” dell’armonia della perfezione. Se non ci fosse il brutto, non sarebbe possibile apprezzare a pieno e comprendere l’entità del bello, non esistendo un metro di paragone. Da qui la bellezza dei mostri, che vengono rappresentati nella pittura e descritti nella letteratura, manifestando inoltre il fascino che l’orrido gioca nella vita degli uomini. Brutto come strumento per il riconoscimento del Bello, ma anche come rappresentazione delle mostruosità interiori dell’essere umano. 

🦇❓Cosa ne pensate della teoria di Rosenkranz? Anche su di voi il brutto esercita uno strano fascino? 
~Penelope

-Fratelli Limbourg, 
L’inferno, 
Da Les Très riches heures du Duc de Berry, 
1410-1411.
Chantilly
Musée Condé
-Giovanni da Modena, 
Affresco dell’Inferno 
1410 ca. 
Bologna, 
Chiesa di San Petronio

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