Frankenstein

 #Frankenstein è un romanzo epistolare che indaga sulle capacità dell’essere umano e su quello che è disposto a fare per soddisfare le proprie volontà. Indaga le problematiche etiche in relazione alla conoscenza, il rapporto tra la vita e la morte. 
Da sempre l’uomo ha desiderato il potere, ha cercato di porsi sullo stesso piano della natura, o di Dio, aspirando sempre con ardore ad una ascesa che lo portasse a porsi ad un livello più altro rispetto a tutto. Ha desiderato sconfiggere la morte. 

#MaryShelley stessa avrebbe desiderato possedere il potere di riportare alla vita gli esseri umani. Ma a quale prezzo? 
La creatura di #VictorFrankenstein è destinata a sopportare la più profonda angoscia, le più insopportabili agonie, a conseguenza di essere stato creato, di essere stato portato all’esistenza quale essere deforme e ripugnante e poi abbandonato dal suo stesso creatore che non è riuscito a sostenere il peso delle proprie azioni.

Alla creatura, si badi, non al mostro, l’autrice conferisce il dono della parola, della comunicazione, della comprensione della poesia e quindi la più profonda sensibilità. Essa si pone domande, prova dolore e sofferenza, e possiede tutte quelle caratteristiche che #Rousseauindividua in quello che definisce Il #BuonSelvaggio; un essere originariamente buono e gentile, ma che a causa della propria deformità viene respinto dalla società e diventa malvagio, un mostro destinato alla morte poiché sopraffatto dai sensi di colpa per le orribili azioni commesse.

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